Dopo tutto, poi, che ti fa?, che te ne importa?
Don Fiorenzo
(eccitandosi) Che me ne importa?!... E la mia coscienza?... E la continua preoccupazione che mi si procura?... Il dovere mio è di fare il prete. Il dovere mio è di aiutare il prossimo alla meglio e d'intercedere per il suo bene presso Dio. Ma quando la gente si aspetta da me mirabilia, mi sembra di essere un cassiere il quale abbia una cassaforte piena di monete false, ed io ci soffro, ci soffro!... Ci soffro molto, Giulio! Te lo giuro!
Giulio
Lo vedo che ci soffri, povero Fiorenzo! Soltanto a parlarne diventi pallido come un cencio lavato. Protesta una buona volta, seriamente, solennemente. È una ingiustizia che tu debba sopportare questa tortura quotidiana!
Don Fiorenzo
Non cavo nulla a protestare. Nessuno qui si persuaderà mai che Barbarello non sia la prova vivente dei miei poteri misteriosi.
Giulio
Barbarello è quel giovanotto scemo che non ha voluto aprire la porta al signor Sebastiano?...
Don Fiorenzo