(seccamente) Sì.
Sebastiano
Per la qual cosa, io vi saluto. (Andando via lemme lemme, col sigaro in bocca.) Ma avete torto, perdiancine! L'invidia porta fortuna!... Voi siete nato vestito, caro signor Giulio!
Giulio
(una gamba sull'altra, la sigaretta fra le labbra, modula ora con la voce il suo motivetto favorito, dondolando un piede su quel ritmo.)
Barbarello
(non visto nemmeno ora da Sebastiano che sta per uscire, sporge la testa di sotto la tappezzeria che covre il sostegno dello scarabattolo, e guarda alle spalle Giulio con ostilità timorosa. — I denti stretti e la bocca aperta dànno alla fisonomia di lui un carattere beffardo.)
Sebastiano
(sulla soglia) E,... se la ragazza vi piace,... in un modo o nell'altro, vi vedremo felici.... Augurii!... Augurii!... (Esce.)
Giulio