Armi da fuoco!
Ricciardi
E sia! Armi da fuoco, che potrei usare, mio malgrado, involontariamente. L'idea di essere ridicolo non mi trattiene più. Il mio sangue, i miei nervi, Clara, non mi consentono più la riflessione dell'uomo galante, nè la preoccupazione di parervi uno scienziato dell'amore. Voi sogghignate? E non me ne importa. Io vi sembro grottesco? E non me ne importa. Io vi sembro un cattivo commediante? E non me ne importa. Io vi sembro uno stolto, un imbecille, un fanciullo, un uomo volgare? E non me ne importa! Non m'importa più di niente, non capisco più niente, e, vedendovi vicino a me, bella, sorridente, sprezzante, disdegnosa, vi giuro Clara, vi giuro ch'io perdo la ragione! (Si slancia verso di lei.)
Clara
(ferma, piega le braccia in un atteggiamento ad un tempo altero e burlesco.)
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Ricciardi
(soggiogato, si trattiene e indietreggia.)
Clara
Lo vedete che non sapete usare neanche le armi da fuoco? Molto rumore, e in conclusione?... Nulla!... Nulla!