Clara

Eppure, finsi di niente, perchè... (con un moto d'orgoglio e di gentilezza pietosa) perchè mi facesti pietà. Ma, bada, Silvio. Te lo avvertii quando eravamo sposati da pochi giorni e te lo avverto ora, solennemente, per l'ultima volta: la gelosia, a lungo andare, mi renderebbe infelice, e la infelicità potrebbe rendermi colpevole. Tanto, il mio carattere non so cambiarlo. Sono nata così. Io non commetterò mai neanche un peccato di pensiero; ma non rinunzierò mai alla mia innocua libertà!... Sono civetta? Meglio! La civetteria di una moglie serve a tante cose! — Prima di tutto la civetteria è la valvola di sicurezza dell'onestà femminile, e poi è un eccellente regime per guarire la gelosia d'un marito. Ti sono e ti sarò fedele illimitatamente; ma saresti indegno di questa mia fedeltà se tu mi offendessi col dubbio, con la diffidenza, col sospetto. E, vedi, (molto energica) ti giuro che il giorno in cui tu osassi d'accusarmi davvero, io — mettitelo bene in mente, Silvio — io mi risolverei a tradirti davvero. E adesso vattene a teatro, e arrivederci.

(Un silenzio.)

Silvio

(umile) Arrivederci. (Indugiando ancora) Ora, sei in collera con me?...

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Clara

Non sono in collera, no.

Silvio

Mi perdoni?