Arturo

Prego, prego: non protestino così energicamente! La loro cortesia e quella della marchesa non m'impediranno di credere che quando si vive felici in due... o in sei, colui che giunge terzo... o settimo, non può, là per là, riescire eccessivamente gradito. Ma non c'è da impensierirsene, veh! (Gentilissimo e altero, con un sorrisetto leggermente canzonatorio) Il tempo è buon diplomatico, e vedranno, vedranno che, a poco a poco, ci accomoderemo! Marchesa... fatelo intendere voi ai vostri amici che ci accomoderemo. Non sarà del tutto inutile che essi comincino ad abituarsi a un tal pensiero, perchè..., tanto, non c'è che fare: io ci sono... e ci resto.

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Anna

(con lieve e involontario impeto) Ah, questo poi!..

Arturo

(interrompendola con umiltà ostentata) Io sono venuto a mettermi ai vostri piedi, marchesa; e non è colpa mia... se ci si sta così bene! (Salutando) Signori..... (Esce.)

SCENA V.

ANNA, D'ALMA, SALVETTI, ALBENGA, DIONIGI, RIVOLI.

(Anna resta irritata e concentrata in sè stessa, ruminando sulla sfacciataggine di Arturo. Salvetti, Dionigi, Rivoli e Albenga si scambiano occhiate eloquenti e sono d'accordo nella decisione di dover lasciare in pace la marchesa. Prendono i loro cappelli e si dispongono a salutarla.)