Leggo, marchesa. (Legge:) «Cammilla: Era dolce, iersera...» Ah, no!... Questo l'ho letto. (Cercando:) «Tulio... Tulio... tendendo il braccio»... eccetera... Ah, ecco! (Legge:) «Cammilla: — Sì, io ero in voi, io ero in voi, e adesso tutto mi è chiaro. — Con slancio: — Nulla di strano, o Tulio...»
Anna
E lo dico anch'io! Nulla di strano! Che c'entra la nevrosi? Arriva un amico di mio marito all'impensata. Ciò mi secca, m'irrita, mi turba!... Ma che significa tutto questo? Che significa? Che può significare? Nulla di strano! Leggete leggete... Leggete, sì o no?
Albenga
(si alza paziente) Marchesa, stasera, ve lo confesso, non sono in vena...
Anna
Ora comprendo perchè v'interrompete sempre! Potevate dirmelo prima!
Albenga
Se vi fa piacere, leggerete voi stessa! (Un breve silenzio) Me ne posso andare?
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