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Anna

È tardi. È ora di andarvene.

Arturo

Andarmene, io! Lo dici per ischerzo. Antonio, che ci è devoto,... era d'accordo con me, e ha chiuso, indubbiamente, porta e cancello. Non vorrai constringermi a svegliare quel brav'uomo,... a umiliarmi dinanzi a un domestico... D'altronde, perchè non concedere a me, per una notte, l'ospitalità che, in campagna, avresti il dovere di offrire a ogni più estraneo forestiero?

Anna

(sempre lasciando scorgere di stare sui carboni ardenti e ostentando la difficoltà di sembrare disinvolta) Sì... ma... come fare?... Di là (indica a destra) non c'è che una stanzaccia senza mobili... che non si può abitare... Volete vederla?... Completamente vuota! E di qua (indica a sinistra) c'è il mio quartierino, così angusto... che..., per decidermi ad accogliervi un forestiero, non so davvero quali... connotati lillipuziani dovrebbe avere costui. (Con artificiosa perplessità e relativa disinvoltura, chiude l'uscio della sua camera.) In conclusione, sono dolente, ma non posso!

Arturo

(osserva e diventa più preoccupato) Eppure, io scommetto che se facciamo insieme una breve perlustrazione nel quartierino angusto, troveremo come risolvere questo problema.

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