(sorpresa, costernata e severa, indietreggiando un po') Che cosa vi salta in mente, dottore?
Salvetti
(con voce stranamente commossa) Marchesa, perchè turbarvi così?... Di che temete? (Le si accosta di più, guardandola tutta) Di che temete?
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Anna
Io non temo di nulla... Ma desidero di chiamare i vostri amici...
Salvetti
Voi non lo farete... Sarebbe un'imprudenza grave. Sarebbe la denunzia della vostra finzione; e questa finzione sarebbe poi per me una réclame, che non è certamente ciò che vi sta più a cuore.
Anna
(presa dal panico) Sì, ma il vostro contegno... la vostra voce... i vostri sguardi... le vostre parole... Insomma, dottore, o la smettete... o io li chiamo!