(fermandosi desolato) È destino che io non debba mai agire a modo mio!
Teresa
(appoggiata con una spalla allo stipite della porta centrale — lasciando in ogni parola un pezzo del suo cuore) E dite a Stefano... che io... anche lontana da lui... vivrò sempre con lui... e che se egli, un giorno, mi perdonerà... d'averlo importunato per tanto tempo... avrà fatto per me... molto più di quanto io avrò sperato.... Vi saluto, Valentino (Esce.)
Valentino
(solo, asciugandosi qualche lacrima) E no!... Così non va!... (Quasi inconsciamente, corre verso il parco; ma si ferma poco di là dalla soglia e mormora con rassegnazione:) Sparita. (Torna indietro, lento, scoraggiato. Tocca il bottone del campanello.)
Romolo
(dalla comune, assonnato.)
Valentino
Hai chiuso tutto dall'altra parte?
Romolo