Stefano
(distaccandosi da lei) Nulla! Nulla!... (Avvilito, si lascia cadere sopra una sedia.) Nulla!
Teresa
(un altro scoppio di riso, più clamoroso)
(Sipario.)
ATTO IV.
Lo studio di Stefano Baldi ha un aspetto squallido. — È sera. Non è accesa che la lampadina elettrica della scrivania. — I grandi scaffali sono vuoti e sembrano grandi nicchie mortuarie. Le piante pregevoli, le statuine, i ninnoli preziosi non ci sono più. Sulla scrivania, nè giornali, nè manoscritti: soltanto un piccolo rimasuglio di carte d'affari. Nella penombra, si vedono a terra alcune casse di legno contenenti dei libri, le quali spiccano per il colore bianchiccio, e una valigia, un baule, e anche degli altri libri tolti dagli scaffali.
SCENA I.
STEFANO, VALENTINO, poi un DOMESTICO e un FACCHINO.