Stefano

A te?!

Teresa

(intanto, si è seduta sopra una delle casse piene di libri ed è tutta dedita ad ornare di merletti il suo vestito.)

Valentino

Sì, sì, a me! Alla malora gl'intrusi!... (Ridiventando umile) D'altronde, dopo la mortificazione che mi hai inflitta, io non saprei adempiere a quello che io credevo fosse un dovere... e nemmeno saprei profittare del tuo denaro. Se te ne meravigli, non ti do torto, no, perchè la malattia della fierezza io non l'ho mai avuta. Ma ecco che essa mi capita addosso all'improvviso e viene ad aumentare i miei guai!... Si vede che non sono fortunato. (Cava dalla tasca la busta contenente il danaro e la pone sulla scrivania.)

Stefano

(raddolcito, commosso) Quel po' di danaro che ti dovevo per i servigi che mi hai resi non ti vieterà di essere fiero. Riprendilo, te ne prego. E quanto al resto, dimentica le parole che per un istante ti hanno frugato nell'anima. Esse non erano che il vaniloquio d'un uomo che tra breve... sparirà.

Valentino

(facendo un estremo vivace tentativo di persuasione) Non lo capisci, dunque, non lo capisci che solamente in questa sventurata puoi trovare ancora la tua salvezza?