E non potevate aspettare domani? Siete corsa dalla sarta con l'urgenza con cui si corre dal dentista per farsi cavare un dente che dà degli spasimi?
Teresa
(mortificata, quasi volendo giustificarsi) Quando sono rimasta sola, mi son sentita così oppressa, così avvilita!... Quel brutto abito, che mi aveva vietata la gioia immensa di veder festeggiare il mio Stefano, mi pesava addosso, mi soffocava, mi faceva pensare alla mia pochezza, alla mia inettitudine.... Io me lo sono tolto rabbiosamente, stracciandolo, facendolo a brandelli, e poi... e poi, non so,... credo di aver pianto. Credo anche d'essere stata presa da un capogiro... da un deliquio.... Non ricordo. Il certo è che mi son trovata distesa a terra, diritta, supina, come stanno i morti sul cataletto. Avevo un gran peso alla testa, un gran dolore qui.... (Si tocca l'occipite.) Provavo una sensazione di curiosità confusa nel rivedere intorno a me le stesse cose di prima.... Mi pareva di tornare alla vita dopo una lunga assenza. E appena mi son potuta sollevare... ho avuto l'idea d'andare da una sarta. (Come intontita) Ci sono andata, ecco. Perchè ve ne meravigliate tanto?
Valentino
Più che meravigliarmene, me ne impensierisco. Da parecchi giorni, siete così eccitabile, così eccessiva in tutto quello che fate.... Gli è che vi accendete troppo per questi primi successi di Stefano, e anche soffrite troppo per il contegno che egli ha con voi.
Teresa
(dissimulando) Chi ve lo dice che io soffra?
Valentino
Lo vedo, perchè la vostra salute deperisce; e senza volerlo voi stessa me l'avete detto col racconto di ciò che vi è occorso.
Teresa