Fleno

Vedi tu quell'aureo castello che scintilla nell'atmosfera vaporosa?

Arunto

Lo vedo.

Fleno

È la dimora delle Disilluse: è il castello della Fantasia. Quando qui giunsero volando sulle ali della disillusione, si posarono lassù. Costruirono un nido di raggi di sole, e il nido, forte della invulnerabile castità delle candide abitatrici, fu ben presto solido e inespugnabile come una rocca e prezioso come un immenso ninnolo d'oro. In quel castello, che la loro immaginazione ha creato, esse, le candide abitatrici, vivono d'aria, di luce e di [pg!325] malinconia; e, tutte assorte nella loro profonda disillusione, menano una vita dolcissima... e si annoiano mortalmente.

Arunto

(giubilante) Io so tutto ciò che mi basta.... Vado, corro subito.... Mi getterò subito ai loro piedi....

Fleno

Non tanta foga, giovanotto mio! Sulla porta di quel castello è scritto: Abbasso gli uomini! Piuttosto, io ti consiglierei di aspettare qui. Spesso dal loro nido vengono fuori, e volano, volano, girovagando tra i ruscelli, gli alberi, i fiori, e spesso qui si fermano riempiendo l'aria dei lor lai melodiosi.