Vieni, vieni, mia Regina,
dove un suddito sarò.
È quell'isola divina,
che Citera si chiamò.
Clea
(ad Arunto)
Purchè sia molto vicina,
purchè sia piena di te,
non voglio esserne Regina:
tu devi essere il mio re.
Fleno
(alle coppie)
Il sentiero è lungo e annoia
chi pedestre a Zano va;
ma... c'è qualche scorciatoia...
che opportuna vi parrà.
Tutti
(agitando i fazzoletti, s'allontanano, e, scambiandosi saluti romorosamente, anche salutano e risalutano il tronco d'albero, che forse vorrebbe rispondere, ma non può. — Una bianchissima luce inonda la scena. — Cala la tela lentamente.)
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