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Federico
Credimi, ho lungamente lottato contro il nemico ch'è venuto a turbare la mia felicità, e con grande dolore ho dovuto confessare a me stesso di non averlo saputo vincere. Sulle prime, dopo pochi giorni che io ero qui, con voi, in questo villino fatto a posta per destare i più gentili desiderii, ho sperato, mi sono lusingato....
Giulio
(titubante) Come sarebbe a dire che ti sei lusingato?
Federico
Mi sono lusingato che il nuovo sentimento che nasceva in me, fosse un misto di gratitudine e di amichevole simpatia: fosse, cioè, una doverosa conseguenza delle cortesie usatemi da tua moglie. Ma, che vuoi! Altro che gratitudine! altro che amichevole simpatia! Il quadretto evidente della vostra felicità,... della vostra unione,... della vostra.... come ho da dire?... della vostra intimità,... cagionava in me certi turbamenti, certe strane indicibili smanie, che sono andate, ogni giorno, aumentando, sino a diventare... un martirio.
Giulio
Oh povero amico mio! Hai ragione, perbacco!... Hai ragione. Quella benedetta Clotilde è così carina!
Federico