(continuando distrattamente ad annotare) «... quante seccature in questi collegi!»
Il Pretore
(al Cancelliere) Don Gustavo, non fate il fonografo! Poi vi dirò io quel che si deve scrivere.
Il Cancelliere
Segnavo, così, qualche appunto; non facevo... quella cosa che credete voi.
Il Pretore
(a Francesca) Quando poi siete tornata a casa....
Francesca
Ah, non me ne parlate, eccellenza! Entrando, ho sentito i lamenti.... Sono corsa e l'ho trovata a terra che faceva come una serpe e, con rispetto parlando, pareva che volesse cacciare anche l'anima dalla bocca. «Aiutami, aiutami, Francesca...» e mi si è attaccata alla gonnella.... Ah, signor Pretore, io mi sono sentita morire peggio di lei, e non so come ho fatto a pigliarmela in collo e a portarla sino al letto!... Voleva parlare quella disgraziata e... (si stringe la gola con una mano) e non poteva.... M'ha detto soltanto: «Mi sono avvelenata». E mi ha detto pure: «Francesca, tu mi sei stata fedele, e io ti lascio la mia veste di seta nera»:... quella nuova. Non trovava requie... si faceva fredda fredda... e m'è morta, così, nelle braccia.... (Scoppia a piangere.)
Il Pretore