Luigi
(di scatto) No! Non le fate.... (Frenandosi di nuovo.) Sarebbero superflue.
Il Pretore
Ed ora, signor Palmieri, io sono proprio dolente d'importunarla in questi momenti: ma il dovere lo esige. Anche lei deve dirci qualche cosa, e se vorrà avere un po' di pazienza....
Luigi
(fremendo) Ma che debbo dire, io? Che pretendete da me?... E perchè delle persone che non mi conoscono e che io non conosco, delle persone estranee alla mia casa, vengono qui a circondarmi? a offendermi? a frugare, a frugare nei segreti della mia famiglia? a frugare nel mio dolore? (Allucinato) Perchè? Perchè? Andate via tutti!... Lasciatemi solo! Per pietà, lasciatemi solo. (Si lascia cadere sopra una seggiola.)
Il Pretore
(dopo una pausa — con cortesia) Si calmi, signore. Noi non siamo qui per frugare... e tanto meno per offenderla. Non comprendo in qual modo abbiamo potuto arrecarle offesa. La sua giusta commozione le crea non so quali fantasmi.... Siamo qui per ragioni d'ufficio: ecco tutto. E anche a lei deve importare che la grave sventura sia chiarita in ogni particolare.... Nondimeno, signore, noi vogliamo rispettare lo stato dell'animo suo. Passeremo di là, in una stanza lontana, per redigere i nostri appunti. E quando avremo finito, ci permetteremo di tornare da lei per riempire qualche lacuna che possa riguardarla. Se ce ne andassimo, saremmo poi obbligati a incomodarla peggio, facendo venir lei oggi stesso in pretura. È persuasa?
Il Medico
(borbottando, al Pretore:) Io non sono abituato a essere trattato così, francamente! Ho fatto quel che dovevo fare, e me ne vado. Buongiorno!