Luigi
(incalzante) Paolo, una lettera come quella non si distrugge, non si brucia — e tu non l'hai bruciala! (Minaccioso) Dammela!
Paolo
Credimi, Luigi, e non insistere....
Luigi
Dammela, perdio!, (con violenza gli afferra la giacca come per sbottonarla) o io te la strappo a forza....
Paolo
(incrociando, disperatamente, gelosamente, le mani sul petto) Luigi, che fai?!
Luigi
(indietreggiando sùbito) Niente. (Pausa.) Il possesso di una lettera ricevuta è sacro.... E io lo rispetterò; oh! non aver paura, lo rispetterò... tanto più che oramai non ho null'altro da sapere. (Si guarda attorno e poi gli si accosta molto dappresso e con voce bassa e tremenda gli dice:) Il malfattore sei tu! Sì, tu, tu!