(con sfrontata temerità) Non bisogna crederle, zio! Io non ho mai sospettato di lei!

Claudia

(incalzando) Fino a stamane, mentre cercava di riconquistare il vostro affetto raccontandovi i suoi ravvedimenti e le mie virtù, egli mi faceva seguire, mi faceva spiare; e un'ora fa ha dovuto avere la certezza che appunto stamane io mi sono recata di nascosto in casa d'un uomo! (Siede affranta.)

Il Duca

(furente, ad Alfredo) Dunque ti rassegnavi a tutto?!

Maurizio

Ah, vivaddio, io non devo permettere che la signora marchesa si lasci andare al capriccio di accusarsi così ingiustamente! Ella conta sulla mia timidità? Ella conta sulla mia prudenza egoistica? Ma io parlerò, perbacco! Io parlerò! Anche perchè, dopo di aver parlato, mi sentirò meglio! È proprio in casa mia che ella si è recata stamane. Se la spia è stata diligente, Alfredo non può ignorare ciò. Questa mattina, sì, la marchesa di Montefranco mi ha onorato di una sua visita, per ragioni che spiegherò più tardi se sarà utile e che adesso sarebbero fraintese. Io non sono l'amante della marchesa di Montefranco. Ecco quello che per ora è necessario sapere. E lo affermo in perfetta coscienza, impegnando la mia parola di gentiluomo.

Alfredo

(che lo ha guardato dissimulando la sua completa incredulità, si affretta ad aggiungere:) È la verità, zio!

Il Duca