Gigetta

E se, invece, la sua immensa bontà finisse col vincere la tua febbre vendicativa?

Nellina

La sua immensa bontà sarebbe per me, come è già stata, una camicia di forza. (Con un accento di efferatezza) Io voglio essere libera di cercare quelli che sono diversi da lui, e voglio vederli soffrire, e voglio tormentarli con le unghie che gli stessi loro vizii mi hanno aguzzate!

Gigetta

Ma l'origine della disgrazia tua, Nellina, fu la donna che ti mise al mondo. Non è forse questo che tu mi hai detto, in sostanza, poco fa? E dunque è lei che devi maledire!

Nellina

Sì, lei, lei, lei, cento volte lei; (assorgendo in piedi come per un impeto di bestemmia) ma non ci sarebbero delle madri mostruose, se non ci fossero degli uomini infami! (Poi, mutando) Del resto, la manìa che hai di convertirmi io non l'apprezzo, e non mi va. Sciupi in discussioni inutili l'amicizia che mi hai offerta.

Gigetta

In questa amicizia ho messo tutto il mio cuore.... Mi ti sono affezionata... come a una sorella: a una sorella... tanto più giovane e tanto più sventurata di me! È naturale che io abbia la manìa di convertirti. Ti vedo andare verso un precipizio che conosco.... Ne ho uno strazio indicibile... per il male che non so impedirti di compiere contro te stessa.... Se tu ti perdi, mi parrà... d'averne avuta io la responsabilità....