Benissimo. (Esce velocemente per la destra.)

Gigetta

Mi fai il piacere di dirmi a che proposito hai voluto questa separazione solenne? Avevo io forse delle pretese nella mia funzione... di amante onoraria? Da un pezzo, sapevo bene di essere per te... come quell'abito vecchio che si continua a tenere lì in guardaroba perchè, nuovo, lo si portò molto volentieri. Ciò mi sembrava naturalissimo; e io non facevo che fornirmi... di un po' di canfora... di un po' di naftalina... per non mostrarmiti, all'occasione, troppo tarlata. Io sarei curiosa di sapere che ragione hai di destinarmi al cenciaiuolo. Che fastidi ti davo?

Cesare

Nessun fastidio. Ma tutto ciò che ha avuto un principio deve pure avere una fine. D'altronde, di tanto in tanto, per un avanzo di abitudine, si ricascava nella palude stagnante del passato senza trovarci nemmeno una reminiscenza delle sensazioni di una volta, e se ne usciva, poi, tutti e due, pentiti, disgustati. Non è meglio eliminare questo strascico così miserevole?... Ho anche considerato che, adesso, tu sei ancora abbastanza giovane.... E giacchè hai una casa ben montata, dei gioielli, delle toilettes....

Gigetta

Sì, sì, capisco: adesso io... potrei ancora rimettermi in circolazione. Dieci anni di più non sono poi un gran guaio. Si nascondono così facilmente (accennando al viso) sotto questo intonaco! E quanto alla mia salute zoppicante, perchè darsene pensiero? Anzi! È chic portare in giro qualche decimo di febbre, qualche pilloletta di catramina.... Sicchè, sul fatto della circolazione, nulla in contrario: siamo perfettamente d'accordo. (Diventando seria e quasi sottomessa) Ma... tu sai... che di qualche altra cosa... dobbiamo parlare.

Cesare

(rannuvolandosi)... Io non credo opportuno... parlarne qui. Potrebbero ascoltarci... e proprio tu ne saresti profondamente addolorata....

Gigetta