... Io intendevo... tutt'altro!
Nellina
... Ma le distinzioni che facevi tu, nel tuo cervello, io non le capii allora e non le capisco oggi. Allora mi bastò di capire che mi dicevi una cosa bella, e ti strinsi fra le mie braccia come se ti avessi sempre aspettata. Oggi mi basta di capire che, effettivamente, tu potrai avere bisogno di me, e mi addoloro assai del tuo rifiuto. (Si allontana rammaricata, imbronciata. — Siede.) (Un silenzio.) (Poi, la chiama in un tono fra di rimprovero e di esortazione:) Gigetta!
Gigetta
Nellina?
Nellina
Non hai nulla da aggiungere? Non parli più?
Gigetta
Io sono desolata dal pensiero di addolorarti, ma nulla ho da aggiungere. Solamente, ti prego... di non credere che io disdegnerei il tuo soccorso. Non lo accetterei, no, no, questo è certo; e, anzi, (con energia) mi nasconderei, ti fuggirei addirittura se stessi nella condizione di doverlo accettare, ma la ragione del mio rifiuto sarebbe molto diversa dal disdegno che immagini.
Nellina