Gigetta
(vorrebbe aggiungere qualche cosa. Non ardisce, e, col cuore in palpiti, esortando con lo sguardo Nellina a essere buona e ad arrendersi, dopo avere indugiato presso la porta, esce a destra.)
SCENA V.
NELLINA e GIACOMO.
(Un silenzio.)
Nellina
(siede sul sofà, rannicchiandovisi in uno di quegli atteggiamenti di concentrazione selvaggia che aveva una volta.)
Giacomo
(siede lontano, tutto preso dalla emozione di iniziare il colloquio. Poi comincia:) Prima di tutto, è bene che tu sappia che ho potuto soddisfare molti dei miei debiti, vendendo la proprietà di Sant'Angelo, già donatami da mio padre. A lui non ho avuto il coraggio di rivolgermi. Volevo andare a offrirgli la mia assistenza per mantenere la promessa che da lui medesimo m'era stata richiesta il giorno in cui ci separammo; ma egli ha incaricato il suo segretario di avvertirmi che non mi avrebbe mai più ricevuto. (Dolorosamente) Così, il suo sogno di avermi vicino nelle sue ore più tristi... non sarà realizzato. Tu ci hai divisi per sempre! (Pausa.) Sappi, inoltre, che ho trovata una occupazione decorosa e abbastanza remunerativa.
Nellina