(entra affaccendatissimo, ansimando) Signor Cesare....

Cesare

(padroneggiandosi) Già di ritorno, don Candido?

Don Candido

... L'ho incontrata... l'ho incontrata... per istrada. Era in carrozza.... Impensierita alquanto della vostra assenza più prolungata del solito, stava per venire da voi. Io ho cercato di evitarvi questo incomodo.... Le ho consegnato la lettera, le ho consegnato i quattrini, le ho detto il fatto suo e sono stato... laconico ed esauriente. Ma, viceversa, non ho esaurito nulla. La Gigetta mi ha preso, diciamo così, per il collo, mi ha messo in carrozza con lei, e, cucita al mio soprabito, è venuta fin qui.

Cesare

(bruscamente) Ditele che sono uscito.

Gigetta

(comparisce dalla prima porta a destra: è elegantissima, ha il volto sapientemente truccato: entra con disinvoltura, senza gravità, quasi graziosamente) Ma no.... Sta' tranquillo.... Io non vengo nè per cavarti gli occhi, nè per cavarti altri quattrini....

Cesare