Per abusare della mia schiavitù.... Per farmi cosa vostra.... Mai! Mai! Mai! Provatevi a chiudermi in casa, legatemi mani e piedi, gridando che siete il mio benefattore.... Finchè non mi avrete strappata la lingua, io griderò, più forte di voi, che mi avete nudrita, per potervi saziare di me....

Cesare

(quasi fosse investito da un ossesso) È la verità! Non la voglio ascoltare!

Nellina

(urlando con un accento diabolico) Ma di veleno mi avete nudrita! Prendetemi ora, se ve ne sentite il coraggio!

Cesare

(con gli occhi orribilmente aperti, che non riesce a distogliere da lei, cade, di peso, sopra una sedia. Poi, senza fiato, come inebetito, guardandola ancora e, accompagnando la parola con un lieve gesto, balbetta:) Va!... Va!...

Nellina

(rinchiudendosi in sè stessa, e serrandosi, come dianzi, le braccia incrociate sul petto, fino ad afferrarsi le spalle con le mani, si precipita verso la porta a destra, e sparisce.)

(Sipario.)