Non c'è nulla che vorrei far credere a voi, e io stesso non credo nulla. Io stesso non ho un'idea chiara, non ho un'idea precisa intorno alla decisione presa irrevocabilmente. Io stesso non so con esattezza perchè vi fuggo, perchè vi voglio fuggire. Quel che io so è che voi, forse per un inganno dei vostri occhi, per una sovrapposizione della vostra fantasia, vi sentite spinta verso di me; quel che io so è che questo fatto, così strano nella sua innegabile evidenza, suscita nelle mie fibre logore un tumulto di vita, e mi tenta, mi afferra, mi acceca come non mi è accaduto mai; quello che so è che io, fuggendovi, soffocherò inesorabilmente questo tumulto, e mi parrà di morire.

Nanetta

(commossa, sedendo, piegando il capo indietro) Ho inteso. Voi non sapete perchè mi fuggite?... Ve lo dico io! Mi fuggite per pietà. Quantunque un po'... pregiudicata... e non più giovane, sono pur sempre una povera diavola di fanciulla, e voi mi volete risparmiare, mi volete allontanare dal precipizio a cui mi sono volontariamente avvicinata. Ve ne ringrazio. E badate che non c'è ombra d'ironia nel mio ringraziamento. Potrei non esservi grata soltanto se avessi la convinzione che mi sarei salvata da me, soltanto se la mia coscienza gridasse che mi sarei ben difesa contro di voi, e che vi avrei fieramente respinto. Ma, purtroppo, questa notte, la mia coscienza si nasconde, e tace! (Con un accento di prostrante confessione) La verità è che pocanzi, dopo aver voluto aprire quella porta, ho tremato... ho tremato... come una donna che dubiti di sapersi difendere. (Avvilita, accasciata, china la fronte.)

Corrado

(confusamente turbato, le siede vicinissimo e le parla sommesso e rapido) Ho tremato anch'io, Nanetta, oltrepassando la soglia della vostra camera, perchè... mentre voi non eravate sicura di sapervi difendere, io era assalito dal dubbio di non sapermi costringere alla riservatezza di cui pur sentivo il dovere.

Nanetta

(smarrendosi) Che dite mai?!

Corrado

All'improvviso, ho diffidato di me. Mi è parso che il proposito di avere con voi un colloquio amichevole e sincero fosse un pretesto per nascondere a me stesso un inconfessabile proposito molto diverso...

Nanetta