Amalia

(a Claudine) Bada che bussano.

Claudine

Entrez. Entrez.

(La porta si apre. Comparisce Nanetta. È molto invecchiata: più invecchiata di quanto per gli stessi anni trascorsi ella dovrebb'essere. I pochi resti della sua graziosa bellezza sopravvivono sperduti nelle tristi avarìe. I bei capelli abbondanti sono brizzolati, pressochè grigi. Le armoniche linee del corpo snello e flessuoso si sono deformate nell'arida rigidità. Le guance, non soccorse da verun artificio, sono scolorate e un po' flosce, e fanno già una piega agli angoli della piccola bocca. Le labbra vizze smorzano la lucentezza perlacea dei denti. E anche i grandi occhi, tra la crudeltà delle prime rughe, sembrano due grandi fiori quasi appassiti. Alle tempie, alla fronte, le si stende come un'ombra gelida. Veste un abito da viaggio, di austera signorilità.)

Nanetta

(ritraendosi immediatamente per andarsene) Oh, scusino... Credevo che...

Claudine

Ma di chi cercate?

Nanetta