Sì.

(Un breve indugio.)

Nanetta

(ha cessato di ridere. Gli si accosta un po' di più, come per sottrarsi alquanto all'ascoltazione delle donne. Il suo accento si fa fievole e soave) Ebbene,... ti prometto che quando, dopo tanto viaggiare, partirò finalmente per l'ultimo viaggio, ti lascerò una lettera lunga lunga lunga:... una lettera dalla quale saprai tutto ciò che vorresti sapere in questo momento. La leggerai, lo so, con molta pena, e poi... dirai due parole che non hai mai pronunziate... (Le tornano le lagrime agli occhi, e già qualcuna le riga le guance) Dirai: Povera Nanetta!

Ninì

(intenerita, mormora alle compagne:) Chi sa perchè!

Enrico

(in uno sbalordimento angoscioso) Quante stranezze, Nanetta, nella tua esistenza!

Nanetta

Nessuna!... Te ne convincerai tu stesso, a suo tempo. (Si rivolge repentinamente alle donne, con un ritorno di vivacità fittizia) E, questa volta, ho finito davvero, signore mie. Più nulla da rettificare, più nulla da rinvangare, più nulla da promettere. Più nulla di nulla!... Tutto sommato, sono stata noiosa parecchio con le mie malinconiche goffaggini; ma loro, in fondo, son brava gente, e spero... che vorranno perdonarmi.