NEMMENO UN BACIO.

Dramma in tre atti e un epilogo

rappresentato, la prima volta, dalla Compagnia Stabile del Manzoni, al Teatro Carignano di Torino, la sera del 12 Dicembre, 1912. Protagonista: Tina Di Lorenzo.

PERSONAGGI:

Nei tre atti l'azione è nei pressi di Napoli, nell'epilogo è a Napoli. — Dal terzo atto all'epilogo passano circa sedici anni.

ATTO PRIMO.

Il salotto terreno d'una villa in campagna. In fondo, una gran porta centrale, spalancata, dà su un breve pianerottolo scoperto, digradante in un parco di cui si vede il verde delle querce, delle palme, dei cedri e si vedono i ricami smaglianti delle aiuole. — Un'altra porta a destra, un'altra a sinistra. Tutti i mobili — un canapè, un tavolino, sedie, sediolini, seggiole a bracciuoli, seggiole a dondolo — sono di giunchi o di vimini, variamente dipinti, e compongono un allegro ambiente multicolore.

SCENA PRIMA.

(Compariscono, di là dalla gran porta in fondo, il signor De Planes e la signora De Planes, a braccetto. — Lui è un uomo sulla quarantina, bassotto, rotondetto, con le guance rosse, con gli occhi piccoli e cilestrini. Lei, molto più giovane, quasi quasi gli somiglia. Belloccia, fresca, grassottella, ha una testolina che par fatta di succhero candito. Vestono tutti e due con accuratezza goffa. E, di comune, hanno anche il modo di gestire, di muoversi, di guardare. E si guardano tra loro a ogni istante come per consultarsi a vicenda, e fanno spesso, simultaneamente, la medesima mossa, il medesimo gesto. Quando lui parla, lei approva, tacendo, oppure gli fa l'eco. — Senza staccarsi, si fermano. Non osano entrare.)