Corrado

(con un piccolo soprassalto) Cosa?!..

Don Giacinto

Asceta vero, asceta puro, asceta purissimo quell'ottimo amico mio, rapito immaturamente alla devota prole e alla fedele consorte! Marito non infecondo per doverosa osservanza del settimo sacramento, ma dentro di lui!... l'asceta c'era, l'asceta c'era. E ne aveva tutta l'infinita bontà. (Estasiandosi) Era buono! Era buono! Era buono!

Clotilde

(rientrando) Chi era buono tre volte, professore?

Don Giacinto

(con un profondo inchino d'ossequio) Suo marito, signora.

Clotilde

Lasciatelo in pace dove si trova, quel poveretto.