Livia
(dal fondo, restando di là dall'uscio e aprendone un po' i battenti per sporgere la testa) Io entro?
Il duca
(voltandosi) Vi aspettavo.
Livia
(oltrepassa la soglia, e richiude l'uscio.) Lo so. (Ella è tutta avvolta in un gran mantello ricchissimo. Ha un'aria di sfinge, e mette nell'ambiente la nota, non gaia, bensì quasi fatale, della sua eleganza squisita, della sua grazia serpentina e del suo raccoglimento pensoso.) (Avanzandosi) Quando m'invitate a pranzo, è il solo caso in cui io possa permettermi di credere che mi aspettiate. Disturbo?
Il duca
Tutt'altro. (Senza alzarsi, accennando a Bartoletti) È il mio avvocato ed anche una vecchia conoscenza di casa: il signor Bartoletti.
Bartoletti
(s'inchina lievemente.)