Ebbene, disgraziatamente la sospetto! Siete voi che dovete liberarmi da questo incubo!
Livia
(furibonda) Non c'è nessun mezzo. Dalla vostra accusa brutale, io non debbo difendermi.
Il duca
(incalzando) E potreste giurare in questo momento che voi mi augurate di vivere?!
Livia
(con uno scatto di fierezza crudele) Non è il mio augurio che può guarire il vostro spirito più malato del vostro corpo. Forse guarirete o crederete di guarire riprendendo quello che voi avete voluto darmi! Fatelo. Io non vi impedisco di cercare ancora vostra figlia. Ma non aspetterò che l'abbiate trovata. Me ne vado adesso! (Prendendo il suo mantello con gesto risoluto e violento) Addio!
Il duca
(stranamente concitato, afferrandola per un braccio) Ah, no! Non mi lasciare! Io della tua malvagità raffinata non dubito più.... Ne ho il convincimento, e ne gioisco! Tu hai avuto or ora l'audacia di giuocare tutto per tutto! Ed hai vinto. No, non cercherò più, non cercherò più mia figlia! Io scorgo in te lo strumento perfezionato della fatalità di cui sono stato il giocattolo e mi riprometto un piacere nuovo ed enorme: quello che inconsciamente ho invocato ed ho aspettato, quello che sarà l'ultimo gradino della mia abiezione: stringerti fra le braccia sentendomi dilaniare dal rimorso! (Traendola a sè e avvinghiandosi a lei in uno spasimo di ebbrezza morbosa) E quanto più ti comprendo, quanto più ti disprezzo, quanto più mi fai soffrire, quanto più mi fai paura, tanto più ti desidero e ti chiedo aiuto! Sii perfida! Sii mostruosa! Mi piaci così, e ti merito così! (Stringendola forte) Non mi lasciare!...
Livia