(Paolina veste un abito succinto, povero, scuro: scarpacce grosse e sporche: capelli ravviati con semplicità. È seduta sopra il letto, con le gambe penzoloni. — Nunzio le sta accanto, in piedi, col violino sotto il braccio, l'archetto in una mano, occupato ad insegnarle la canzone del «Passero sperduto».)

Nunzio

Le parole, prima di tutto. Le ricordi bene?

Paolina

Sì. (Ripete monotonamente le parole della canzone senza intenderne abbastanza il significato e pur dando ad esse, involontariamente, una vaga tinta di mestizia.)

Un passero sperduto e abbandonato

su d'una casa bianca si posò.

Lì c'era un bambinello appena nato

che urlava tanto!... E il passero tremò.

E, vinto dal timore, il poverino