Nunzio

(le tocca la fronte, gli occhi, i capelli, le guance, le labbra. Indi, con dolcezza:) Non era vero. Io me ne sono accorto da un pezzo. E se pure non me ne fossi accorto io stesso? La sera, appunto come ti dicevo, quando vai attorno, io capisco, capisco tutto, e afferro ora un mormorìo, ora un complimento, ora una celia.... E poi, già, è inutile: io lo sento nell'aria, ecco, lo sento nell'aria!...

Paolina

(con le lacrime agli occhi e il pianto nella gola) Che colpa ne ho io se non sono tanto brutta come credevo di essere?

Nunzio

Che colpa? Non si tratta di colpa. Anzi. E se potessi togliermi dagli occhi questa cortina nera almeno per un momento, almeno per vederti una volta sola, io sarei felice di trovarti diversa da come mi avevi detto e te ne ringrazierei anche, perchè di quel solo momento io riempirei tutto il ricordo degli anni in cui non sei stata che mia!

Paolina

E dunque?

Nunzio

Ma io ho parlato d'un miracolo che non posso fare; e, se tu sei bella, Paolina,... questo bene non sarà mai per me. (Pausa.) (Egli prende di su la tavola il cappello ed il bastone.)