Nunzio
Che tristezza! (Pausa.) Era una ragazza che non faceva male a nessuno. Onesta.... Amava il lavoro....
Paolina
È vero.
(Un lungo silenzio.)
Nunzio
(posa la chitarra sulla tavola, si toglie il cappello e siede. Cambia discorso, cercando di recuperare un po' di gaiezza.) Mastro Giuseppe voleva vendermi una chitarra nuova. Mi diceva: «Siamo in estate, e l'estate è la stagione dei canti e dei suoni: i suonatori ambulanti guadagnano bene; sicchè, questa spesa potete farla allegramente. Se non avete il danaro — aggiungeva lui — pagherete quando potrete pagare.» Ma io non ho voluto. I debiti non mi fanno dormire. Per ora, dico io, potremo cavarcela con quest'osso vecchio. Chè, poi, nell'estate dell'anno venturo, (sorridendo bonariamente) se il ministro delle finanze ce lo permetterà, compreremo anche la chitarra nuova.
Paolina
(comincia a sbottonarsi il corpetto.)
Nunzio