(Una breve pausa.)
Nunzio
Donna Costanza? (Aspetta. Indi fa un lieve gesto come per dire: non c'è più. Ripensa al caso di Assunta. Con profonda commozione, scrolla il capo, assai compassionevolmente, e conclude:) Così è; e può essere anche peggio di così!... (Tentando di sottrarsi ai pensieri lugubri, si alza e ripiglia il violino.) Dunque, dicevamo.... (Accenna appena con la voce, tra i denti, lo spunto della risposta melodica alle strofe del «Passero sperduto». Poi la esegue tutta intera col violino, cercando di perfezionare la cavata e di raddolcire il suono. Ora le note fluiscono, difatti, più sicure, più flebili, più carezzose.)[5]
Paolina
(comparisce nella strada, come uno spettro. Si ferma, diritta, un istante, in mezzo al vano della porta. Si leva gli scarpini. Li lascia sulla soglia. E, mentre Nunzio è assorto nella melodia, ella entra camminando sulla punta dei piedi, smorza la lampada dinanzi alla Madonna, e fugge.)
Nunzio
(torna da capo, e continua a suonare.)
(Sipario.)
Fine del dramma.