(resta un poco raggomitolata sulla pedana. Le viene un'idea. Cerca fra gli stracci che la coprono. Ne cava qualche fiammifero. Ne accende uno. Guarda attorno. Scorge sul comptoir il mozzicone di stearica. Camminando con circospezione va ad accenderlo. Poi si arrampica sul comptoir. Stende un braccio. Prende un pasticcino.)

Nunzio

(appare nel vano della porticina del retrobottega. Più col fiato che con la voce, chiama:) Paolina!

Paolina

(sussultando) Chi è?

Nunzio

Sono io: il cieco.

Paolina

(distinguendolo appena tra le ombre) Quello che suona il pianoforte?

Nunzio