Ma allora sarete diventata un po' più ragionevole e forse non ci verrete punto.

Elena

Avete la sapienza di non farmi dimenticare mai tutto quanto c'è di non ragionevole nel mio affetto.

Ludovico

E voi avete quella di ricordarmi ogni momento l'ingratitudine di cui sono colpevole. Credete voi che io non intenda di essere ingrato al caso che vi ha condotta sul mio cammino? Credete voi che io non intenda quale conforto sarebbe più per me che per voi il potervi voler bene diversamente che come a un'amica? Quando ci siamo conosciuti qui, in questo eremitaggio — dove ciascuno di noi veniva a cercar pace — , eravamo due sventurati: voi brutalmente abbandonata da un marito che era stato sempre un vile, io tradito stranamente da una moglie che era stata sempre un angelo. Allora, forse, si equivalevano le nostre due infelicità; ma oggi la mia è ben più grande della vostra. Voi avete messo alla prova il vostro cuore, e ora siete almeno sicura di poter amare un altro uomo. Ma ho messo alla prova il mio cuore anch'io e, come un chiodo in un macigno, l'ho trovato infisso nella mia sventura. (Si anima, soffrendo.) Voi mi amate, non è vero, mi amate? Ebbene (eccitandosi sempre più), se fossi capace di nudrire questo medesimo sentimento, non più per colei che mi ha distrutto ed alla quale sono incatenato oggi più di prima, ma per una qualunque altra donna, io non avrei neppur bisogno di ottenerne l'amore, no, no, perchè il poterla amare mi darebbe già come la gioia d'un riscatto! Che vittoria la vostra, e che condanna, che condanna la mia!

Elena

(dopo breve pausa, gli dice con serenità non sincera, in tono di consiglio, dolcemente) Perdonate a vostra moglie, Ludovico. Questo è ciò che vi resta a fare di meglio. Se ella vi chiama, ascoltatela bene la sua voce, e andate da lei.

Ludovico

(scrollando il capo) Ah sì! è innegabile che dovrei saperle perdonare, perchè, come un apostolo cristiano, io sono andato predicando l'indulgenza illimitata; ma quando tocca a me di mettere in pratica le mie idee, non posso, o, peggio ancora, posso perdonare soltanto condizionatamente, e il perdono patteggiato è orribile per chi lo concede e per chi lo riceve. Non c'è via di mezzo! O perdonare ciecamente, o non perdonare affatto!

Elena