Francesco
(in un subitaneo ritorno di rudezza e di acredine) Perchè, dunque, non mi fuggiste quel giorno? Perchè non mi respingeste in quel momento?
Caterina
(convinta) In quel momento non c'era, non ci poteva essere più nulla di me nella mia persona; in quel momento io vi abbandonavo un corpo senz'anima; e, appena ritrovai me stessa, tutto ciò che era accaduto mi parve non un sogno, oh no!, disgraziatamente, non un sogno, ma una ributtante realtà circondata da un impenetrabile mistero; e ne ebbi orrore!
Francesco
Era troppo tardi!
Caterina
Era troppo tardi, lo so, e ve ne chiesi perdono e ho continuato a chiedervene, come se veramente avessi io fatto del male a voi; ho continuato a chiedervene anche quando mi nauseavano e m'insultavano le vostre nuove insidie, e continuo, continuo a chiedervene oggi che venite a rimproverarmi, a rinfacciarmi di essermi data a voi, quasi che voi foste stato la vittima d'un mio capriccio di femmina pervertita. Ma che altro devo dire? Che altro devo io sopportare? Che altro deve accadere affinchè voi mi facciate la grazia di concedermi, incondizionatamente, la liberazione?
(Un breve silenzio.)
Francesco