Clelia

(grida di dentro:) No! Lasciatemi! Lasciatemi! Lasciatemi! (Poi, correndo, guardandosi indietro, avvolta in uno scialle, attraversa la stanza, ed esce per la porta a sinistra.)

Giacomo

(resta a spiare presso la porta, mezzo nascosto, attonito.)

(Sipario.)

[pg!238]

[pg!239]

ATTO TERZO

Camera raccolta, modesta e pulita, senza tappeti, senza tappezzerie. Qualche poltrona di tela-pelle, altre suppellettili vecchie ma decenti. Una porta in fondo, una laterale. In un cantuccio, un piccolo cavalletto coperto, qualche tela, molti brandelli di stoffa, in disordine. Questo cantuccio è come il frammento d'uno studio di pittura. È sera. Sul davanti, una tavola tonda con un sostegno a tre piedi, coperta da un panno scuro. La tavola è illuminata da un vecchio ed alto lume ad olio con un gran cupolino di tela verde. Il resto della camera, nella penombra.

SCENA I.