Clelia

Oh! io non volevo dirtene nulla per non seccarti, ma giacchè Dio sa che scioccherie sospetti — e sei molto ingiusto —, eccoti la verità: il padrone di casa vuol mandarmi via. Sei contento, ora?

Mario

(mortificato e calmo) Non ti manderà via. Fra un paio di giorni, se non prima, avrà quello che deve avere.

Clelia

Avete udito, don Saverio? Sicchè, ditegli che stia tranquillo.... E, per carità, se ritorna, non me lo fate vedere! Uh! quanto è antipatico!

Portinaio

(stringendosi nelle spalle, se ne va borbottando.).... Antipatico... antipatico.... Se quello viene, posso io dirgli d'andarsene?... Basta.... (Esce, chiudendo la porta.)

Clelia

(con uno dei soliti sforzi di finta spensieratezza) Sì, sì, basta con i guai, oggi!... «Signora Clelia il pranzo è servito».... (Siede a tavola. Cava il turacciolo dalla bottiglia, e versa il vino nel bicchiere, mentre Mario è lontano. Indi, a un tratto, cede a un istante d'abbattimento, appoggia i gomiti sulla tavola, e fra le mani stringe il capo abbandonato.)