(a Clelia) Dicevamo, dunque.... Se io non vi chiedessi che un poco d'amicizia?
Clelia
(fissandolo) Signor Carsanti, pensate che io sia una donna da potersi canzonare?
Carsanti
Non lo penso. Io vi parlo con tutta la lealtà d'un perfetto galantuomo. (Continua con simulazione:) È una stranezza ciò che vi propongo; ma io sapevo già che voi non m'amate e che non volete amarmi, e avevo risoluto di ottenere da voi, comunque, il permesso... di farvi del bene. (Egli le si accosta troppo. Ella lo scansa.) Amicizia?... (Fingendo di contentarsene) Vada per l'amicizia. Voi non dovete che accettare tutto quanto io vi offro.... Io vi farò abitare come una gran dama; io metterò a vostra disposizione il mio avere;... io interpreterò i vostri bisogni, i vostri desiderii, i vostri capricci, e li soddisferò, e sarò sempre ai vostri piedi, umile, devoto, rassegnato....
Clelia
(che lo ha ascoltato trasalendo all'idea della ricchezza, lo interrompe) Rassegnato?
Carsanti
A tutto!... (Con trepidazione) Fuorchè a essere ridicolo in faccia al mondo.
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