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SCENA III.

FRANCESCO solo. Poi BIANCA.

Francesco

(girando per la stanza) Vediamo un po'. Non c'è che dire, è proprio quello che ci voleva. Intanto, giacchè ce n'è il tempo, completiamo la persona elegante che abbiamo abbozzata nella stanza di toilette della stazione. (Si pettina, si appunta i baffi, si spolvera, si profuma, si guarda nello specchio. È molto soddisfatto di sè.) Pih! non c'è male. Così, a occhio e croce, sono... non toccherebbe a me il dirlo, ma, via, sono belloccio. (Si picchia alla porta a destra.) È lei! Eppure, non ho provato mai tanta emozione. (Tutto affaccendato e perplesso, va verso la porta e s'accorge d'avere ancora una spazzola in mano.) Uh! la spazzola! (Si confonde, come se nella stanza non trovasse dove mettere la spazzola. Sta per cacciarsela in saccoccia, quindi si decide a posarla sul mobile che è più lontano dalla porta. Infine, delicatissimamente, apre l'uscio.)

Bianca

(entra.)

Francesco

(commosso, le prende le due mani con effusione frenata) Ma è proprio vero?... Voi... siete venuta?

Bianca