L’amore aguzzava la diffidenza meridionale che trapelava dai suoi sguardi profondi, dai suoi gesti, da tutto fuorchè delle sue parole, a cui la volontà imponeva un’intera schiettezza.
Il dottore non se ne adontò: era troppo commosso dei patimenti di lei.
Quando ebbe finito il doloroso racconto egli le fe’ alcune rimostranze; la esortò ad aversi riguardo.
Ella strinse le spalle in atto di noncuranza e disse:
— Guaritemi Zaverio.
Albeggiava; un barlume grigio, sbiadito, traspariva fra le nuvole dense. Aveva ricominciato a piovere.
Vittoria si scosse, chiamò il servo ed uscì dicendo:
— Egli può chiedere di me, bisogna ch’io torni.
Un’ora dopo il dottore vide il canotto che riattraversava bravamente il lago sotto l’imperversare della pioggia. La baronessa e Gabriele parevano due fantasmi impassibili alle fatiche e alla molestie di questo mondo.