Soffiava un libeccio gagliardo; il cielo era coperto, il mare procelloso.

Siro tirava innanzi a caso, alla meglio, incespicando, barellando.

Di repente si sentì pigliare di dietro pel colletto.

Una voce disse: — e due!

Siro si voltò e scorse un grosso omaccione.

Costui, sempre tenendolo fermo, aperse una lanterna cieca che teneva in mano, glie l’accostò al viso.

— Vediamo che smorfie giacobine mi fai....

Poi subitamente lasciandolo libero, fe’ un passo indietro e sclamò maravigliato:

— Tò, il flebotomo.

E diede in uno scoppio di risa. Era il brigadiere dei doganieri suo amico.