— Il cane abbaia, disse Concetta.
La baronessa strinse le spalle. Ma poi anche ella divenne inquieta.
Ad un tratto si voltò verso il corridoio del padiglione.
— Chi è? chiese.
Stette un minuto, poi si chinò frettolosa, raccolse il camice, se ne ravvolse e ripetè imperiosa:
— Chi è là?
La porta cigolò lievemente.
Si affacciò il barone timido, confuso; entrò e rinchiuse.
Ella gli volse un’occhiata di sdegno, cui bisognava rispondere.
— Capirete.... perdonerete, balbettò il marito chinando il viso e sorridendo goffamente.