Anche Siro sorrise a fior di labbra levando uno sguardo smarrito, desolato. Poi chinò il capo.

Il brigadiere, avviato sul suo tema favorito, tirò innanzi a sentenziare, ad argomentar per esempi, per aneddoti rifritti tante volte che cominciava ad abboccarli per veri egli stesso.

Siro lo interruppe ancora una volta.

— E quando lo meneranno? domandò.

— Chi? chi? sempre colui? fra qualche ora, subito magari, appena torni la pattuglia, ma sentite, vi debbo dire che siete seccante....

Il brigadiere fu punto stavolta nel vivo dalla distrazione poco riguardosa di Siro.

— Comincio a credere al vostro matrimonio, borbottò stizzito.

Poi ammutolì, si aggomitò imbronciato sulla scrivania e asciugò religiosamente il boccale fino all’ultima stilla, per sopire il suo malestro. Non durò troppa fatica: dopo mezz’ora russava e pencolava in ogni verso.

Finalmente, si levò per cercare ai suoi sonni uno stramazzo più comodo.

— Io resto, disse Siro, per medicare il ferito prima che parta.