— Mettiamo un amore.

— Che! è una donna di ghiaccio!

In una cosa erano d’accordo: sulla sua bellezza.

Il Carminati, che l’aveva vista dei primi, s’era affrettato a gettare tutte le sue riserve, e, sacrificando la sua modella, con grande soddisfazione del marito, aveva sclamato:

— Ciuco io, che quasi mi faccio ammazzare per negare quella luce di Dio vera.

E battendo sulla spalla al barone:

— Voi siete davvero l’uomo più fortunato della terra.

— Ammeno che ce ne siano degli altri, mormorava qualche scettico.

Non si può mai giurare di nulla, ma di quanti la conoscevano, che tutti, dal più al meno, le avevano fatto la corte, nessuno osava vantarsi di qualche parzialità a suo favore, e tutti se ne consolavano constatando le sconfitte dei compagni.

— Poh? ci sono ancora delle donne che resistono? aveva sclamato l’imberbe Campoluongo una sera, masticando bravamente l’enorme imperiales che gli rivoltava lo stomaco. Ma, presentato a donna Vittoria, per un pezzo non seppe dir verbo; poi, quando messo in puntiglio, s’era arrischiato ad aprir bocca, alla prima parola s’era fatto mettere alla porta.