— Ah! è un’infamia! — sclamò la baronessa, — gli uomini hanno fatto la legge per loro.
— Ebbene, aggiunse dopo un po’ con una serietà che scosse Zaverio, essi hanno giustificato la disperazione, non hanno lasciato altra uscita che il delitto. Essi sono responsabili se alcuna è costretta a servirsene. No?
Zaverio non prese alla lettera la domanda.
— Certo che non si può dar colpa alla donna che, trovando troppo grave la catena, vi si sottrae... se, spinta dal naturale suo diritto, sfugge alla legge...
— Come?
— Trasgredendola, sagrificandola agli impulsi del suo cuore.
Donna Vittoria s’era appressata.
Zaverio soggiunse con voce malferma:
— Essa può dimenticare nella sua rivolta il divieto del codice e chi gliel’ha imposto.
— No, disse la baronessa tentennando il capo, sarebbe sempre una vigliaccheria. Eppoi bisognerebbe ancora fidarsi di un uomo.