Thorstern rimase un attimo a meditare. — Una persona che ha sempre per le mani affari importanti — disse alla fine — finisce inevitabilmente col diventare il bersaglio di dicerie anche poco lusinghiere. Io non ci faccio più caso. Sono cose che non mi toccano minimamente. Rappresentano il pedaggio che si deve pagare per correre lungo la strada del successo. I gelosi e gli ostili ci sono sempre fra i piedi, e ci saranno sempre, e io li considero indegni perfino di disprezzo. Devo però ammettere che questa assurda e fantastica storia dell’essere il fomentatore di una guerra è la più oltraggiosa offesa che mi sia mai giunta alle orecchie.
— Non è né assurda né fantastica — ribatté Raven. — Sfortunatamente è un fatto vero, e che non vi offende. Anzi, ne provate un segreto orgoglio. Siete intimamente felice che qualcuno abbia avuto l’intelligenza di intuire che siete il grande capo. Siete soddisfatto che, una volta tanto, il vostro burattino Wollencott non attiri su di sé tutte le luci dei riflettori.
— Wollencott? — disse Thorstern, con la massima impassibilità.
— Ora comincio a capire qualcosa. Evidentemente, Wollencott, da mediocre agitatore di masse qual è, ha finito col pestare i calli a qualcuno. E voi avete stupidamente seguito una falsa traccia che vi ha portato a me.
Charles si agitò sulla sedia e disse: — Non sono abituato a seguire piste sbagliate.
— No? — Thorstern lo studiò attentamente una seconda volta, ma vide solo un individuo grasso, dalla faccia cordiale e dallo sguardo quasi privo di espressione. — Così, siete voi che reclamate il merito di avermi identificato quale animatore di una guerra che non esiste.
— Ammesso che si possa chiamare merito.
— Allora non siete soltanto pazzo, ma anche pericoloso! — Thorstern fece un gesto di disprezzo. — Non ho tempo da perdere con i pazzi. Meglio che me ne lavi le mani e vi consegni alla polizia. — Li fissò con sguardo freddo e severo. — Da buon cittadino, ho piena fiducia nell’opera dei nostri agenti.
Charles fece una smorfia. — State parlando certamente di quelli che ricevono soldi da voi. Li conosco. Sono i più temuti poliziotti del pianeta, e a ragione. — All’improvviso i suoi lineamenti si fecero tesi, e per un attimo la sua faccia non sembrò più né grassa né bonaria. — Tuttavia devo dirvi che noi non li temiamo.
— Cambierete opinione, vedrete. — Thorstern rivolse di nuovo la sua attenzione a Raven. — Nego tutte le accuse prive di senso che mi avete fatto. È tutto! Se la Terra pensa di ristabilire la sua autorità su Venere, lo faccia nel modo più appropriato. Wollencott può anche essere la causa dei guai che esistono con la Terra. Ma la loro risoluzione è un problema che non mi riguarda.